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Fare musica

Arrangiare: come si riempie un brano senza impastarlo

Un brano che «suona vuoto» quasi mai ha bisogno di più strumenti. Ha bisogno che quelli che ci sono smettano di darsi fastidio.

5 min di lettura Pubblicato il a cura della redazione Sintony

C'è un momento riconoscibile in ogni percorso: hai messo dieci strumenti e il brano suona peggio di quando ne aveva quattro. Non è un'impressione ed è un problema fisico, non estetico.

Perché aggiungere peggiora

Lo spazio udibile non è infinito. Va da circa 20 Hz a 20.000 Hz, e le zone che contano davvero — dove sta l'energia della musica — sono molto più strette di così. Quando due strumenti occupano la stessa zona con la stessa intensità, non li senti come due cose: li senti come una cosa più confusa. Si chiama mascheramento, ed è un fatto misurabile del sistema uditivo, non una questione di gusto.

L'arrangiamento non è la lista degli strumenti che ci sono. È la lista di quelli che tacciono, momento per momento.

Le quattro fasce, e chi ci abita

FasciaChi ci staRegola
Basse 20-200 HzCassa, bassoMassimo due elementi. Sempre.
Medio-basse 200-800 HzChitarre, tastiere, corpo della voceLa zona del fango: qui si accumula tutto
Medio-alte 800 Hz-5 kHzVoce, rullante, attacco degli strumentiLa zona dell'intelligibilità: proteggila
Alte 5-16 kHzCharleston, piatti, ariaPoco e mirato

La regola operativa più utile che esista: in ogni fascia, un solo protagonista. Gli altri elementi possono esserci, ma a un livello che li rende accompagnamento.

Le tre domande da fare a ogni strumento

Prima di aggiungere qualcosa a un arrangiamento:

  1. Che compito ha? Tenere il tempo, dare l'armonia, fare la melodia, riempire lo spazio, o segnare un passaggio. Se non sai rispondere, non serve.
  2. Qualcuno lo fa già? Se c'è già un elemento con quel compito, o togli quello o togli questo. Due strumenti con lo stesso compito si annullano.
  3. Dove tace? Uno strumento che suona per tutto il brano smette di essere sentito dopo trenta secondi. Decidi prima in quali sezioni sparisce.

La mappa dell'arrangiamento

È l'esercizio che risolve la maggior parte dei problemi, e si fa su un foglio. Righe: gli strumenti. Colonne: le sezioni del brano. Una crocetta dove suona.

Esempio di mappa
IntroStr 1Rit 1Str 2Rit 2PonteRit 3
Voce
Cori
Cassa
Charleston
Basso
Tastiera
Chitarra

Guarda le colonne: l'intro ha un elemento, il ponte due, i ritornelli sette. Questa differenza è tutto l'effetto.

Se la tua mappa ha crocette ovunque, hai trovato il problema senza aprire nemmeno un file audio.

Il contrasto è l'unico effetto che hai

L'orecchio non misura l'intensità in assoluto: la misura rispetto a un istante fa. Un ritornello con sette elementi dopo una strofa con sette elementi suona uguale alla strofa. Lo stesso ritornello dopo una strofa con tre elementi esplode.

Da qui discendono le mosse più efficaci dell'arrangiamento, e sono tutte sottrazioni:

  • Svuota la prima strofa. Sempre più di quanto ti sembri giusto. Se ti fa paura, è probabilmente giusta.
  • Togli tutto per una battuta prima del ritornello. Mezzo secondo di niente rende enorme quello che viene dopo.
  • Spegni la batteria nel ponte. È il momento in cui il brano deve cambiare aria, e togliere il ritmo è il modo più netto.
  • Aggiungi un solo elemento nuovo al secondo ritornello. Uno. Non tre.

La regola della singola cosa nuova

C'è un principio che regge tutti i generi: a ogni sezione, una cosa nuova sola. Un elemento che entra, o uno che esce, o un cambio di registro. Non tre insieme.

Il motivo è di attenzione: l'ascoltatore può accorgersi coscientemente di una novità alla volta. Tre novità simultanee non danno tre volte l'effetto — danno la sensazione confusa che «sia cambiato qualcosa» senza sapere cosa, e la memoria non le trattiene.

Il registro, cioè l'altezza

Due strumenti diversi che suonano nella stessa ottava si contendono lo spazio anche se hanno timbri diversi. La soluzione costa zero: spostane uno di un'ottava.

Un esempio classico: tastiera e chitarra che suonano gli stessi accordi nella zona centrale. Spostando la tastiera un'ottava sopra, all'improvviso si sentono due strumenti invece di una massa. Nessun equalizzatore fa meglio di così, e questa è la differenza fra risolvere un problema in arrangiamento e provare a curarlo in mix — dove costa dieci volte tanto e riesce a metà.

La panoramica: l'asse che quasi nessuno usa

Oltre alla frequenza c'è una seconda dimensione in cui si può fare spazio, e costa ancora meno: la posizione fra sinistra e destra.

Due strumenti che si contendono la stessa fascia di frequenza smettono di darsi fastidio se uno sta a sinistra e l'altro a destra. Non risolve tutto — le basse frequenze restano percepite al centro qualunque cosa si faccia — ma nella fascia media funziona benissimo.

ElementoDove vaPerché
Cassa, bassoCentroSotto i 150 Hz la direzione non si percepisce comunque
Voce principaleCentroÈ il protagonista
RullanteCentro o quasiRegge il ritmo insieme alla cassa
Chitarre, tastiereAi lati, anche moltoÈ lo spazio libero
CoriLarghi, ai due estremiLasciano il centro alla voce
Percussioni secondarieAi lati, asimmetricheDanno larghezza senza pesare
Il raddoppio che allarga davvero

Per avere una chitarra larga non si duplica la traccia e si spostano le copie: due copie identiche restano al centro, perché sono lo stesso segnale. Bisogna registrarla due volte e mandare una presa a sinistra e l'altra a destra. Le minuscole differenze fra le due esecuzioni sono esattamente ciò che produce la larghezza.

Il controllo finale, in trenta secondi

Ascolta il brano a volume molto basso, tanto da doverti sforzare. A quel volume sopravvive solo l'essenziale, e senti immediatamente due cose: se la voce si capisce e se la struttura si riconosce. Se a volume basso il brano è una poltiglia indistinta, il problema è l'arrangiamento, e nessun mix lo risolverà.

Domande frequenti

Il mio brano suona vuoto: cosa aggiungo?

Quasi sempre niente. «Vuoto» di solito vuol dire che manca contrasto, non elementi: se tutto suona sempre uguale, il cervello legge l'assenza di eventi come vuoto. Prova a togliere elementi nelle strofe invece di aggiungerne nei ritornelli.

Quanti strumenti servono per un brano?

Esistono brani enormi con tre elementi e brani con sessanta tracce. La domanda utile non è quanti, è quanti contemporaneamente: raramente più di cinque o sei protagonisti nello stesso istante, per la ragione fisica del mascheramento.

Meglio risolvere in arrangiamento o in mix?

Sempre in arrangiamento, quando si può. Spostare un'ottava, togliere uno strumento o cambiare la sua zona di frequenza costa un minuto e funziona; correggere lo stesso problema con equalizzatori in mix costa ore e lascia sempre qualcosa di innaturale.

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