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Teoria e armonia

I giri di accordi più usati, e perché funzionano

Sei progressioni coprono una quantità impressionante di musica popolare. Non è pigrizia collettiva: è che fanno una cosa precisa all'orecchio.

6 min di lettura Pubblicato il a cura della redazione Sintony

Se prendi le canzoni pop più ascoltate di qualunque decennio degli ultimi sessant'anni e ne estrai gli accordi, ti accorgi di una cosa che all'inizio sembra un imbroglio: sono quasi sempre gli stessi quattro, in ordini diversi. Non perché nessuno abbia idee, ma perché quelle combinazioni fanno all'orecchio una cosa che le altre non fanno.

Prima: i numeri romani, in due minuti

Gli accordi si indicano con un numero, non con un nome, perché così il giro vale in tutte le tonalità. In una tonalità maggiore i sette gradi sono:

GradoIn Do maggioreCarattereA cosa serve
IDomaggioreCasa. Stabilità totale.
iiRe minoreminorePreparazione, movimento
iiiMi minoreminoreSospeso, poco usato
IVFamaggiorePartenza, apertura
VSolmaggioreTensione. Vuole tornare al I.
viLa minoreminoreIl lato malinconico della stessa casa
vii°Si diminuitodiminuitoInstabile, raro nel pop

Maiuscolo per i maggiori, minuscolo per i minori. Con questi sette numeri puoi scrivere qualunque giro una volta sola e suonarlo in dodici tonalità.

I sei giri

1. I – V – vi – IV — il giro dei quattro accordi

In Do: Do – Sol – Lam – Fa. È probabilmente la progressione più usata della musica popolare recente, al punto da avere un soprannome («l'asse») e da essere il soggetto di parodie in cui decine di canzoni si sovrappongono senza attrito.

Perché funziona: parte a casa, va sulla tensione (V), scivola sul relativo minore (vi) che è la stessa casa vista di malumore, e riparte dal IV che spinge di nuovo verso il I. Il cerchio è chiuso ma non si chiude mai davvero: puoi ripeterlo all'infinito senza che l'orecchio chieda di fermarsi. È esattamente ciò che serve sotto una canzone.

2. vi – IV – I – V — lo stesso, di malumore

In Do: Lam – Fa – Do – Sol. Sono gli stessi quattro accordi, ruotati per partire dal minore. Cambia completamente il colore: la canzone comincia in ombra e trova la luce a metà giro.

Questa è la variante da conoscere se una canzone «non decolla»: spesso non serve cambiare accordi, serve cambiare da dove parte il giro.

3. I – vi – IV – V — il giro anni Cinquanta

In Do: Do – Lam – Fa – Sol. È il giro del doo-wop, delle ballate lente, di una quantità enorme di canzoni italiane. È il più «rassicurante» dei sei, perché la tensione arriva solo alla fine e si risolve subito.

4. ii – V – I — la cadenza jazz

In Do: Rem – Sol – Do. Tre accordi, e sono il fondamento di quasi tutto lo standard jazz. Il ii prepara, il V tende, il I risolve. La progressione più «funzionale» che esista: ogni accordo esiste per portare al successivo.

5. I – IV – V — il giro del blues e del rock

In Do: Do – Fa – Sol. Tre accordi, tutti maggiori, e sopra ci sta un secolo di musica: blues, rock and roll, punk, buona parte del folk. La forma canonica è il blues di dodici battute, che distribuisce questi tre accordi in uno schema fisso.

6. i – VI – III – VII — il giro minore moderno

In La minore: Lam – Fa – Do – Sol. Sì, sono le stesse note del giro numero 2: cambia il centro tonale, cioè quale accordo l'orecchio sente come casa. È il giro di gran parte del pop malinconico contemporaneo.

La stessa cosa vista da due lati

Do maggiore e La minore hanno le stesse sette note. La differenza non è nelle note ma in quale sentiamo come punto di riposo, e questo dipende da quale accordo compare per primo, quale dura di più e su quale finisce la frase. È il motivo per cui puoi rendere malinconico un brano allegro senza cambiare un accordo, solo riordinandoli. Vedi capire la tonalità.

Tutti e sei, in quattro tonalità comode

GiroDoSolReLa
I–V–vi–IVDo Sol Lam FaSol Re Mim DoRe La Sim SolLa Mi Fa#m Re
vi–IV–I–VLam Fa Do SolMim Do Sol ReSim Sol Re LaFa#m Re La Mi
I–vi–IV–VDo Lam Fa SolSol Mim Do ReRe Sim Sol LaLa Fa#m Re Mi
ii–V–IRem Sol DoLam Re SolMim La ReSim Mi La
I–IV–VDo Fa SolSol Do ReRe Sol LaLa Re Mi

Come si esce dal già sentito

I giri sono di dominio comune e nessuno può rivendicarli — è del tutto legittimo usarli. Ma se vuoi che il tuo pezzo non suoni come tutti gli altri, ci sono modi economici di deviare:

  • Cambia il ritmo armonico. Invece di un accordo ogni due battute, fanne uno lungo quattro e tre veloci. Cambia tutto senza cambiare niente.
  • Aggiungi una nota estranea. Un Fa maggiore con dentro un Sol (Faadd9) suona subito meno prevedibile.
  • Tieni una nota ferma. Se la stessa nota resta in cima a tutti e quattro gli accordi, il giro acquista un carattere che non aveva.
  • Sostituisci un accordo. Prova il iii al posto del I, o il IV minore al posto del IV. Il IV minore è una delle sostituzioni più efficaci che esistano, e costa una nota.
  • Cambia il basso. Suona Do con un Sol al basso invece del Do: la progressione resta, il pavimento no.

Perché quattro accordi e non tre o cinque

La ricorrenza del quattro non è casuale, e le ragioni sono due, entrambe strutturali.

La prima è ritmica: la musica popolare occidentale è organizzata in gruppi di quattro battute (vedi cosa vuol dire 4/4). Un accordo ogni due battute riempie esattamente quattro battute con due accordi, otto con quattro. Il giro si chiude dove si chiude la frase ritmica.

La seconda è armonica: con quattro accordi si può percorrere l'intero arco tensione-riposo — casa, allontanamento, tensione, ritorno — senza fretta e senza ridondanze. Con tre il ciclo è più stretto e si sente la ripetizione prima; con cinque o sei si perde la sensazione di un giro chiuso, e la musica comincia a sembrare che stia andando da qualche parte invece di girare.

Un test che si fa in un minuto

Prendi un giro di quattro accordi e suonane solo i primi tre, ripetendo. Sentirai che «manca» qualcosa: il ciclo si chiude troppo presto e cade sempre nello stesso punto della battuta sbagliata. Poi aggiungi un quinto accordo: il giro non torna più dove ti aspetti. Il quattro non è convenzione, è la misura che combacia.

Il basso, che decide più degli accordi

Un fatto poco raccontato: la nota più grave conta più della composizione dell'accordo. Lo stesso identico accordo con un basso diverso cambia funzione.

ScrittoNoteCosa fa
DoDo–Mi–Sol, basso DoPunto di riposo. Stabile.
Do/MiLe stesse, basso MiDi passaggio. Non chiude.
Do/SolLe stesse, basso SolSospeso. Prepara un movimento.

Da qui una tecnica che vale più di molte sostituzioni complicate: far scendere il basso per gradi mentre gli accordi restano semplici. Do, Do/Si, Lam, Lam/Sol, Fa: gli accordi sono banali, ma il basso scende una nota alla volta e l'insieme suona molto più curato di quanto sia.

Come si trovano gli accordi di una canzone

A orecchio, cercando prima il basso: la nota più grave dice quasi sempre qual è l'accordo. Poi si verifica se è maggiore o minore provando le due versioni — la differenza è una nota, ed è impossibile non sentirla. Se non ti fidi dell'orecchio, parti dall'ipotesi che il brano usi uno dei sei giri qui sopra: nella musica pop hai già ragione più di metà delle volte.

Domande frequenti

Quali sono i quattro accordi usati in tutte le canzoni?

Sono I, V, vi e IV — in Do maggiore: Do, Sol, La minore e Fa. Combinati in ordini diversi coprono una quantità enorme di musica pop, rock e cantautorale. Il fatto che siano sempre gli stessi non è pigrizia: quella combinazione crea e scioglie tensione in un modo che si può ripetere all'infinito senza stancare.

I giri di accordi sono protetti dal diritto d'autore?

No. Le progressioni armoniche di uso comune sono considerate patrimonio condiviso e non sono proteggibili: puoi usare qualunque giro senza chiedere niente a nessuno. Quello che è protetto è la melodia specifica e la particolare registrazione.

Qual è il giro di Do?

Nell'uso italiano comune indica Do – Lam – Fa – Sol (I–vi–IV–V), spesso nella variante Do – Lam – Rem – Sol (I–vi–ii–V). È il giro delle ballate e del doo-wop, ed è il primo che si impara su qualunque strumento.

Come faccio a capire in che tonalità è un giro?

Quasi sempre è l'accordo su cui il giro «riposa», cioè quello su cui il brano finisce e su cui hai la sensazione che la frase sia conclusa. Se il giro è Lam Fa Do Sol e senti che la casa è La minore, sei in La minore; se senti che è Do, sei in Do maggiore con lo stesso identico giro.

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